Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.
Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.
T’amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!!
-Federico García Lorca-
lunedì 15 febbraio 2016
sabato 13 febbraio 2016
Lettera d'amore di Johnny Cash a June Carter
“Buon compleanno principessa, ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l'uno all'altra. La pensiamo nello stesso modo. Leggiamo la mente dell'altro. Sappiamo quello che l'altro vuole anche senza dirlo. A volte ci irritiamo anche un po'. Forse a volte ci diamo anche per scontati. Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con la più grande donna che abbia mai incontrato. Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi. La tua influenza mi rende migliore. Sei l'oggetto del mio desiderio, la prima ragione della mia esistenza. Ti amo tantissimo. Buon compleanno principessa, John”.
Etichette:
amore,
compleanno,
Johhny Cash,
June Carter
domenica 7 febbraio 2016
Fantasia da vecchio blues
Sguardo intenso fra le mani
che tamburellano un vecchio blues
di cui ho dimenticato la faccia.
Il passato mi circonda trasparente.
Nuovi fantasmi mi spaventano
e nutrono un'antica paura
di una vita non riuscita.
Tu mi guidi senza meta
e io mi perdo fra le pieghe
di un futuro immaginato
che scivola controcorrente.
Ballo nella testa
libero i pensieri
inclino la schiena
incrocio le gambe
ti saluto coi capelli.
Una notte per essere
dove nessuno mi ferma:
nel calore di un abbraccio
che respiro dalle tue labbra.
Un nome, quasi inesistente
retaggio di un sogno
ancora non finito.
Aspetto quella mattina
in cui i tuoi occhi
non mi lasceranno andare.
-DebKira-
che tamburellano un vecchio blues
di cui ho dimenticato la faccia.
Il passato mi circonda trasparente.
Nuovi fantasmi mi spaventano
e nutrono un'antica paura
di una vita non riuscita.
Tu mi guidi senza meta
e io mi perdo fra le pieghe
di un futuro immaginato
che scivola controcorrente.
Ballo nella testa
libero i pensieri
inclino la schiena
incrocio le gambe
ti saluto coi capelli.
Una notte per essere
dove nessuno mi ferma:
nel calore di un abbraccio
che respiro dalle tue labbra.
Un nome, quasi inesistente
retaggio di un sogno
ancora non finito.
Aspetto quella mattina
in cui i tuoi occhi
non mi lasceranno andare.
-DebKira-
Iscriviti a:
Post (Atom)